John Dewey
La scuola attiva: Dewey, tra esperienza e democrazia
Le avanguardie della nuova pedagogia
CONTESTO
Il mondo della scuola fu influenzata dai cambiamenti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. In quei anni si aprì un dibattito per stabilire se la tradizione classica fosse ancora in grado di rispondere alle esigenze del secolo oppure se fosse necessario prevedere una nuova formazione.
PROPOSTE
Alcune proposte riguardarono i collegi-convitti, l’istituzione scolastica più diffusa. Erano ritenuti molto adatti alla formazione dei giovani, garantendo sicurezza, uno studio severo e una rigorosa disciplina. In taluni collegi-convitti furono avviate delle esperienze innovative: le scuole nuove. I primi due collegi innovatori furono quelli di Abbotsholme, diretto da Cecil Reddie, e di Bedales, John Haden Badley in Inghilterra.
ESEMPIO 1
Il primo grande cambiamento consistette nell’assicurare una disciplina frutto di una gestione democratica. Ad Abbotsholme il collegio funzionava come uno Stato in miniatura: il direttore e i professori rappresentavano il governo, mentre gli allievi formavano il popolo. La formazione del carattere era affidata alla capacità di adeguarsi volontariamente alle regole di convivenza.
ESEMPIO 2
Nell’école des Roches Demolins si dedicò alla formazione di un nuovo modello di insegnante, che doveva essere un “uomo completo”, dotato di buone conoscenze letterarie o scientifiche e attitudini fisiche. Doveva rappresentare un “buon modello”.
CONCETTO
In tutte queste iniziative ricorrente era lo stretto legame con il mondo della natura e le esperienze pratiche.
Esperienze di élite
Le iniziative descritte restarono per molto tempo un fenomeno di élite: in senso sociale e in senso pedagogico. La scuola secondaria di inizio Novecento restò ancora legata agli impianti e ai programmi tradizionali, e la scuola elementare era impegnata a sconfiggere il persistente analfabetismo infantile.
John Dewey: l’educazione tra esperienza e democrazia
Il cambiamento in corso sul mondo giovanile e nel campo dell’educazione collegiale fu paragonato dal pedagogista e filosofo statunitense John Dewey alla rivoluzione copernicana. Si stava infatti verificando uno spostamento del nucleo attorno al quale ruotano le pratiche educative: dal maestro al fanciullo. Il fanciullo divenne il Sole intorno al quale girano gli strumenti dell’educazione.
John Dewey, pedagogista e filosofo statunitense, scrisse:
- Il mio credo pedagogico: in cui l’educazione è presentata come un processo attraverso cui l’individuo assimila le conoscenze, le abilità, le tecniche conquistate dall’umanità nel suo cammino storico. Sul piano psicologico l’educatore è tenuto a procedere soprattutto alla stimolazione e al rafforzamento delle potenzialità individuali. Sul piano sociale si deve agire nella consapevolezza dei vincoli e delle regole.
- Scuola e società: è il resoconto dell’esperienza compiuta dalla scuola sperimentale annessa alla Facoltà pedagogica di Chicago, basata sulle attività manuali, sulla cooperazione, sulla soluzione dei problemi. La scuola va organizzata a partire dai bisogni e dagli interessi infantili e deve funzionare come una piccola comunità nella quale si riproducono le caratteristiche, filtrate e semplificate, della vita sociale esterna. Essa è concepita in forma “progressiva”, in quanto l’attività presuppone uno sviluppo graduale dell’allievo.
- Democrazia e educazione: l’educazione è un’attività sociale attraverso cui l’individuo eredita le conquiste e i progressi e rifiuta ciò che può essere dannoso o i valori ormai tramontati. La democrazia costituisce la forma di convivenza più completa, ma il suo esercizio non è statico: la democrazia esige la partecipazione attiva di tutte le persone e offre la garanzia che ciascuno possa dare alla società il meglio di sé.
- Come pensiamo ed Esperienze e natura: l’esperienza è posta dallo studioso statunitense alla base di ogni conoscenza umana e viene presentata come l’intreccio permanente ed evolutivo tra l’essere umano e la natura: una “continua emergenza” nella quale l’individuo interagisce con la natura e sperimenta la sua capacità di cambiare l’ambiente e la consapevolezza di esserne trasformato. I fatti fisici e le operazioni mentali sono eventi empirici che hanno solo diversa qualità. Una teoria può avere o meno un significato vitale solo se trova riscontro della sua validità nell’esperienza. Il pensiero si configura come lo strumento necessario per agire nell’esperienza e risolvere i problemi che di volta in volta si presentano nella pratica quotidiana mediante la capacità riflessiva, una sequenza di procedimenti mentali in grado di organizzare i dati, mettere a punto e praticare possibili ipotesi, verificare l’adeguatezza o meno delle soluzioni adottate. La conoscenza è un sapere verificato alla luce dell’esperienza, cioè costruito secondo un metodo scientifico.
Alla base della pedagogia di Dewey ci sono due concetti fondamentali: la nozione di esperienza e il principio della società democratica. Da questi due concetti fondamentali ne derivano due conseguenze: quando l’essere umano “fa esperienza” compie un’azione attiva e non solo conoscitiva; pensare significa immergersi nell’esperienza per trasformarla.
LA NOZIONE DI ESPERIENZA
La scuola di Dewey è una "scuola attiva" ed è incentrata sugli interessi degli allievi e sulle loro energie per due ragioni:
- per ragioni psicologiche: l'individuo ha il bisogno di muoversi, di manipolare, di costruire, ecc;
- per una concezione filosofica del sapere: il sapere è inteso come processo continuo, in cui la "verità" è continuamente sottoposta alla verifica sperimentale. Tutto ciò che è "vero" è ciò che siamo in grado di produrre in modo concreto ai fini del cambiamento positivo di noi stessi e della società.
La "scuola attiva" è fondata sull'esperienza, ovvero che educare significa espandere l'ambito di esperienza dell'alunno, e quindi segue il principio learning by doing. L'alunno deve saper distinguere tra le esperienze utili e non, ma ciò è possibile se l'ambiente è in grado di trasformare i desideri, i bisogni e le capacità personali in esperienze educative, ovvero in attività in grado di modificare. Pertanto, la scuola si affida a un pensiero "pragmatico" la cui validità poggia su una riflessione volta alla conoscenza della realtà e alla sua trasformazione.
IL PRINCIPIO DELLA SOCIETÀ DEMOCRATICA
Il pensiero di Dewey è anche caratterizzato dalla sua concezione dell'educazione come "partecipazione dell'individuo alla coscienza sociale della specie" (Il mio credo pedagogico), che trova nel principio della vita democratica la sua manifestazione.
La democrazia ha uno stretto legame con l'educazione, in quanto è alla base dell'interazione interattiva tra scuola e società.



Commenti
Posta un commento