Le vie dell'alfabeto
La lotta contro l'ignoranza
Appena fatta l'Italia la classe dirigente liberale si trovò di fronte a una realtà complessa. Sperimentarono difficoltà a creare una nazione unitaria, perché era difficile amalgamare realtà molto diverse per tradizioni, abitudini sociali e storie politiche.
Le vie dell'alfabeto furono individuate subito come idonee per creare un tessuto omogeneo finalizzato a tenere insieme popolazioni. A fianco della scuola c'era l'esercito, che era fondamentale per unire i giovani italiani. Ogni esperienza civile era ispirata alla sacralità della monarchia.
Nella battaglia contro l'ignoranza molte furono le risorse messe in campo.
Parlare di alfabetizzazione significa considerare la molteplicità dei processi con cui ci si impadronisce del leggere, scrivere e far di conto.
Con il termine scolarizzazione si indica la frequenza della scuola.
La diffusione della scuola
La scolarizzazione obbligatoria dei bambini fu in prima linea nella lotta contro l'ignoranza.
Il modello dell'istruzione ottocentesca è molto diverso dalla scuola dei secoli precedenti, è legato a una frequenza obbligatoria, gestita da personale laico. Essa divenne una funzione dello Stato.
La scuola elementare venne ordinata come un unico tipo di scuola volta a soddisfare le esigenze di chi continuava gli studi e chi per pochi anni.
La diffusione dell'istruzione fu uno degli strumenti attraverso con cui lo Stato liberale rafforzò la sua influenza sulla società, lottando contro i particolarismi e le superstizioni tradizionali. La frequenza scolastica era sempre di più un requisito necessario per essere un "buon cittadino".
Altri luoghi dell'educazione adulta furono le scuole serali e festive, spesso gestite dagli stessi maestri e maestre che insegnavano al mattino ai bambini. Queste scuole erano finanziate da Comuni e privati, benefattori e filantropi. I benefattori erano coloro che vedevano nella scuola come un favorimento della formazione dell'opinione politica personale.
In campo agricolo per propagandare nuove pratiche di coltivazione e aumentare i rendimenti della terra furono disposte delle attività delle Cattedre ambulanti di agricoltura, spesso realizzare per iniziativa dei Comuni e sostenute anche dal Ministero dell'Agricoltura. Il loro scopo era quello di "spiegare un'azione continua e salutare sui possidenti e sui campagnoli". Anche le scuole tecniche agrarie svilupparono un'intensa attività di informazione a largo raggio, in riferimento alle crisi produttive che colpirono l'Italia negli ultimi decenni dell'Ottocento.
Il riferimento alla tecnica e alla scienza poggiava su una visione laica dell'esistenza.
La connotazione areligiosa e anticlericale suscitarono l'allarme del mondo cattolico e provocarono la reazione della Chiesa. Molteplici iniziative furono avviate da parroci, comitati di fedeli, congregazioni religiose, destinate all'infanzia, all'educazione femminile e alla preparazione professionale dei giovani e degli adulti. I cattolici non tradussero il loro antistatalismo in opposizione all'idea di una nazione italiana. Difendevano l'idea di un'Italia cattolica.
Una figura educativa nata in questo periodo è quella dell'insegnante di ginnastica. Nel 1878 l'insegnamento ginnico divenne una materia scolastica. La diffusione dell'esercizio fisico costituisce un altro fattore di modernizzazione dello stile di vita ottocentesco. Sono soprattutto i medici a sollecitare l'esercizio ginnico per irrobustire il corpo dei bambini.
Si stabilizzò anche la professione di educatore dei sordomuti e dei ciechi. Emerse quella figura di educatore dei soggetti portatori di malformazioni fisiche.




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