Ferrante Aporti
Le prime scuole infantili
Le prime iniziative scolastiche destinate all'infanzia furono avviate in Inghilterra e in Francia. Nel 1816 l'industriale e il filantropo Robert Owen aprì una classe per i più piccoli nella sua manifattura modello di New Lanark in Scozia. Vi si insegnavano i rudimenti del sapere: storia naturale, geografia, marce ritmate, danze, canti.
Poco dopo durono aperti a Londra i Westminster free day infant asylum. Le scuole disponevano di un cortile per giochi ed esercizi fisici, ai bambini più piccoli era insegnato l'alfabeto in forma di gioco, mentre a quelli più grandi si davano lezioni di scrittura e di calcolo. Il programma di queste scuole fu poi raccolto da Samuel Wilderspin in un manuale nel 1823. Nello stesso periodo a Parigi si registrarono le iniziative di Madame de Pastoret, del barone Joseph-Marie de Gérando, di Madame Émilie Mallet, di Jean-Marie Denys Cochin. Nel 1826 alcune dame fondarono le prime Écoles des petits enfants. In tutta l'Europa si registrò una forte attenzione verso la prima età della vita.
Formare precocemente il bambino
Il principale artefice italiano della pedagogia infantile fu l'abate Ferrante Aporti. Aporti ripose molte speranze nella formazione precoce dei bambini piccoli. A suo avviso molte delle difficoltà incontrate nelle classi elementari erano causate dalla mancanza di un'adeguata preparazione prescolastica o dalle cattive abitudini acquisite in famiglia. La lettura del manuale di Wilderspin gli suggerì di creare un'anticipazione della scuola elementari destinata ai bambini tra i due anni e mezzo e i sei anni. Il programma delle scuole aportiane garantiva una buona assistenza materiale e mirava allo sviluppo intellettuale, morale e fisico degli alunni. Dal confronto tra il manuale di Wilderspin e le attività previste nelle scuole emergono numerosi punti di contatto: l'importanza attribuita all'insegnamento religioso posto all abase dell'educazione morale, la valorizzazione del "forte spirito imitativo" dei bambini, i contenuti dell'apprendimento e l'importanza dell'esercizio fisico nella forma di gioco. Emergono però anche delle differenze: Aporti era attento all'impiego appropriato della lingua; insisteva con forza sulla pulizia e sulla cura del corpo e degli abiti e sull'alimentazione sana. Inoltre, da Wilderspin erano ammesse le punizioni, mentre da Aporti erano del tutto escluse.
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